Ristrutturazione edilizia: detrazione 50%

Le caratteristiche della detrazione

La detrazione del 50% è prevista per le spese sostenute per interventi compiuti sul patrimonio edilizio esistente destinato esclusivamente ad uso abitazione e consiste in uno sconto dell'IRPEF pari al 50%.

Il tetto massimo di spesa è fissato in 96.000 euro a cui si possono aggiungere ulteriori 10.000 euro da spendere per l'acquisto di mobili per arredare l'immobile oggetto di ristrutturazionee grandi elettrodomestici di classe energetica almeno A+.

Quindi, lo sconto massimo ottenibile è pari alla metà di questo tetto di spesa, cioè 48.000 euro per gli interventi edilizi, più 5.000 euro per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici.

La detrazione si ripartisce unicamente in 10 rate annuali di pari importo.

Assieme all’agevolazione per gli interventi soggetti a detrazione 50% è prevista l'applicazione, per l'esecuzione dei lavori, dell'aliquota Iva agevolata del 10%, previa stipula di un contratto d’appalto.

I Soggetti beneficiari

Beneficiari della detrazione IRPEF sono coloro che sostengono le spese per gli interventi, quindi non solo i proprietari dell'immobile oggetto di ristrutturazione, ma anche i titolari di altri diritti reali, come ad esempio i  nudi proprietari o gli usufruttuari, i conduttori o i comodatari, i soci di cooperative divise o indivise.

Se l'immobile è in comproprietà detrae chi sostiene le spese in misura proporzionale a quanto speso.

Facciamo un esempio: immobile in comproprietà tra due coniugi. Se le spese le sostiene interamente il marito, può detrarre il 50% di tutta la spesa; se i due coniugi pagano in parti uguali, ciascuno detrae il 50% della metà pagata; se le spese sono sostenute in quote diverse, ciascuno detrae il 50% della propria quota pagata.

Tuttavia, la Circolare dell'Agenzia delle entrate n. 17/E del 24 aprile 2015ha chiarito come la persona che effettua il bonifico possa essere anche diversa dal beneficiante, cioè colui che fruisce del beneficio fiscale.

È necessario, però, indicare correttamente i dati del beneficiante nel bonifico e, naturalmente, questi deve rientrare nelle categorie degli aventi diritto.

Dunque, un padre che paga le spese per la ristrutturazione di un immobile in cui vive il figlio può indicare quest'ultimo come beneficiante della detrazione.

Quali sono gli edifici interessati?

Il beneficio fiscale si applica, come detto in precedenza, solo agli immobili ad uso abitazione e alle loro pertinenze.

Cosa necessaria per poter beneficiare della detrazione è che si tratti di interventi su edifici esistenti, che quindi risultano già esistenti escludendo le nuove costruzioni e gli ampliamenti. In quest'ultimo caso si potrà detrarre solo la parte di spesa relativa alla ristrutturazione della porzione di edificio esistente.

Per provare che l'immobile sia esistente è necessario che risulti accatastato o che sia stata presentata domanda di accatastamento. Il limite di spesa a cui si può applicare la detrazione (fino al 2015 fissato a 96.000 euro) è valido per ogni unità immobiliare. Ciò significa che, se un contribuente è proprietario di diverse unità immobiliari, può usufruirne nella misura massima per ciascuna di esse.

Quali tipologie di spese possono usufruire della detrazione 50%?

Quando si parla di spese per lavori di ristrutturazione, in realtà non tutte le spese sono agevolabili, ma vi è una tipologia di spese ben precise che vi rientrano. Per un elenco si veda la guida dell’agenzia delle entrate , scaricabile anche sul nostro sito.

Le spese che possono beneficiare del bonus 50% rientrano nelle seguenti categorie di lavori: manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia.
Inoltre, per i soli edifici condominiali, è possibile detrarre anche le spese per i lavori di manutenzione ordinaria eseguiti sulle parti comuni. Rimangono quindi escluse le spese sostenute per i lavori di manutenzione ordinaria anche se con qualche eccezione, ad esempio, le spese per l'installazione di inferriate o per la sostituzione del tubo del gas, che rientrano tra i lavori di  manutenzione ordinaria sono considerati dall'Agenzia detraibili anche per edifici privati.

Nelle spese detraibili rientrano, oltre a quelle relative all'esecuzione dei lavori da parte delle imprese, anche quelle relative all'acquisto dei materiali, anche nel caso in cui i lavori si eseguano in proprio. Altre spese detraibili sono quelle professionali relative a progettazione, perizie, consulenze, rilascio di certificati di conformità dei lavori eseguiti. Sono detraibili anche tutte le spese per costi vari come oneri concessori, imposte di bollo, diritti di segreteria, eventuali permessi.

La proroga della detrazione è estesa alle spese di acquisto dei mobili ed elettrodomesticiutilizzati per arredare gli edifici ristrutturati fino ad un tetto di spesa massimo ammissibile di 10.000 euro.
Gli interventi su edifici esistenti possono usufruire anche dell'Iva agevolata al 10%, secondo le previsioni normative del decreto sull’iva.

Come richiedere la detrazione 50%?

A differenza di qualche anno fa, la richiesta del bonus 50% è stata semplificata e pertanto per ottenere lo sconto IRPEF non è necessario presentare alcuna domanda o richiesta specifica, ma è sufficiente, in sede di dichiarazione dei redditi, indicare i dati catastali dell'immobile oggetto dell'intervento.

È indispensabile, tuttavia, che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale, a eccezione di quelli che non possono essere eseguiti con questa modalità, come il pagamento di oneri concessori, diritti di segreteria, bolli, ecc..

Nel bonifico devono essere indicati il codice fiscale del beneficiante e il codice fiscale o la partita Iva del beneficiario.

La causale da indicare è la seguente:

Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall'articolo 16-bis del Dpr 917/1986 - Pagamento fattura n. ___ del______ a favore di _______________ partita Iva _________________.C.F.___________________________

La maggior parte degli istituti di credito ha comunque predisposto una modulistica apposita per la richiesta della detrazione e una procedura analoga per i bonifici effettuati on line, già comprensive della causale specifica.

Al bonifico effettuato verrà applicata dalle banche una ritenuta d'acconto dell'8% sulla somma spettante al beneficiario, con un aumento rispetto al 4% in vigore lo scorso anno.

Nel caso in cui si commetta un errore nell'effettuare il bonifico è possibile evitare di perdere l'incentivo, facendosi restituire la somma versata e ripetendo il pagamento con la modalità corretta (quindi è bene provvedere subito alla correzione del bonifico, perché il fornitore non potrebbe essere più disponibile a restituire le somme dopo qualche mese). .

Principale documentazione da conservare in caso di controlli

L’Agenzia delle entrate in caso di controlli richiede per la verifica della corretta detrazione l’esibizione di una serie di documentazione da conservare con la dichiarazione dei redditi interessata. Bisogna quindi conservare con cura (predisponendo anche un prospetto riepilogativo)  copia delle fatture e dei bonifici relativi alle spese di ristrutturazione, i titoli autorizzativi degli interventi effettuati (a seconda dell'entità dell'intervento si potrà trattare di Permesso di Costruire, DIA, SCIA o CILA).

Nel caso in cui si tratti di lavori di edilizia libera, per i quali non è previsto alcun titolo, è necessario predisporre un'autocertificazione in cui si indichi la data di inizio dei lavori e si dichiari che i lavori per i quali si chiede la detrazione siano tra quelli agevolabili.

Tale autocertificazione non deve essere presentata ad alcun ente, ma semplicemente conservata per eventuali controlli. uttavia è preferibile avere una prova di data certa.

Nel caso in cui sia previsto dalle norme sulla sicurezza, deve essere conservata la comunicazione all'ASL competente, effettuata tramite raccomandata A.R..

Altri documenti da conservare sono:

domanda di accatastamento, nel caso in cui l'immobile non sia ancora censito;ricevute di pagamento ICI o IMU, se dovuta;delibera assembleare di approvazione dei lavori per i lavori condominiali e tabella millesimale di ripartizione delle spese;consenso del proprietario dell'immobile all'esecuzione dei lavori, per gli interventi effettuati da altri soggetti, diversi dai familiari conviventi.

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