Start Up Innovativa

definizione, caratteristiche, dopo le modifiche introdotte dal D.L. 76/2013

Per la prima volta il legislatore ha previsto nell’ordinamento italiano la creazione di Start up innovative e la concessione di alcune interessanti agevolazioni fiscali.

L’introduzione non rappresenta un nuovo modello organizzativo per l’esercizio dell’impresa, ma offre una serie di benefici intesi a ridurre i costi  (soprattutto del lavoro e fiscali), a favorire la provvista di mezzi propri e di credito e a diluire nel tempo i rischi dell’indebitamento a quanti sviluppino iniziative imprenditoriali ad alto valore tecnologico.

Start-up innovativa: cosa sono e a cosa servono

Definizione e requisiti

E’ utile dare sin da subito una definizione alla start up innovativa. Di ciò se n’è preoccupato il legislatore che definisce la start-up innovativa come una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano oppure Societas Europea, le cui azioni o quote non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione, che possiede determinati requisiti.

Vi rientrano, pertanto, sia le srl (compresa la nuova forma di srl semplificata), sia le spa, le sapa, sia le società cooperative.

La società per essere definita start-up deve possedere seguenti requisiti:

la società deve essere costituita e operare da non più di 60 mesi;

deve avere la sede principale dei propri affari e interessi in Italia;

il totale del valore della produzione annua, a partire dal secondo anno di attività, non deve superare i 5 milioni di euro;

non deve distribuire o aver distribuito utili;

deve avere quale oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;

non deve essere stata costituita per effetto di una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda.

Prima della modifica prevista dal decreto 76/2013 era previsto che la maggioranza del capitale sociale e dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria doveva essere detenuto da persone fisiche al momento della costituzione e per i successivi 24 mesi. Tale requisito ora è stato soppresso.

Inoltre, la start-up deve soddisfare almeno uno dei seguenti ulteriori requisiti:

1. sostenere spese in ricerca e sviluppo in misura pari o superiore al 15% per cento del maggiore importo tra il costo e il valore della produzione; (percentuale ridotta da 20% al 15% con d.l. n. 76/2013).Le spese di ricerca e sviluppo sono quelle identificate dai principi contabili. In aggiunta a quanto previsto dai principi contabili sono da annoverarsi spese di ricerca e sviluppo anche le spese di sviluppo precompetitivo e competitivo, quali sperimentazioni, prototipazione e sviluppo del business plan, le spese relative ai servizi di incubazione forniti da incubatori certificati, i costi lordi di personale interno e consulenti esterni impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo, inclusi soci e amministratori, le spese legali per la registrazione e protezione di proprietà intellettuale, termini e licenze d’uso. Le spese devono risultare dall’ultimo bilancio approvato e sono descritte in nota integrativa. Per il primo anno di vita, in assenza di bilancio, la loro effettuazione è attestata dal legale rappresentante della start up innovativa.

2. impiegare come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore al terzo della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di dottorato di ricerca o di dottorandi o laureati con attività di ricerca almeno triennale (anche in università straniere) ovvero in percentuale uguale o superiore a due terzi della forza lavoro complessiva di personale in possesso di laurea magistrale (così modificato con d.l. n. 76/2013)

3. essere titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa ad una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una varietà vegetale ovvero sia titolare dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore , purchè tali privative siano direttamente afferenti all'oggetto sociale e all'attività di impresa. (così modificato con d.l. n. 76/2013)

Tale registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore viene tenuto preso la Siae.

Vi è infine una novità concernente le start up già costituite alla data di entrata in vigore del decreto legge 179/2012 viene eliminato il termine di 60 giorni che era previsto per il deposito al Registro imprese della dichiarazione attestante il possesso dei requisiti di Start up innovativa.

Al fine di poter usufruire dei benefici introdotti dalla normativa e nel contempo garantire la massima pubblicità e trasparenza viene istituita un’apposita sezione del Registro delle imprese con l’iscrizione obbligatoria per le start-up innovative.

www.fiscoeimpresasulweb.it

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